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PEI e PDP: differenze, quando si usano, come si compilano

PEI e PDP sono due strumenti distinti per l'inclusione, spesso confusi. Il PEI è per disabilità certificata, il PDP per DSA e altri BES. Ecco le differenze, a chi si applicano e cosa contengono.

Pubblicato il - Autore: Eva

In breve: PEI e PDP sono strumenti distinti per l’inclusione, spesso confusi. Il PEI è per studenti con disabilità certificata (Legge 104) e può prevedere obiettivi differenziati e il docente di sostegno. Il PDP è per studenti con DSA o altri BES, mantiene gli stessi obiettivi della classe con strumenti compensativi e misure dispensative. Confonderli porta a errori didattici comuni.

Questo articolo è un orientamento divulgativo. Per gli adempimenti precisi fanno fede la normativa vigente, le indicazioni del MIM e il referente per l’inclusione del proprio istituto.

PEI e PDP sono due sigle che ogni docente incontra, e che vengono confuse con sorprendente frequenza. Eppure indicano strumenti diversi, per studenti diversi, con basi normative e finalità distinte. Sapere quando si usa l’uno o l’altro non è pignoleria burocratica: significa offrire a ogni studente lo strumento giusto. Vediamo le differenze in modo chiaro.

Due strumenti, due bisogni

Confronto tra PEI e PDP: a chi si applicano, cosa prevedono, chi li redige

Il PEI per la disabilità certificata, il PDP per DSA e altri BES. Finalità e contenuti diversi.

La differenza di fondo sta in chi riguardano:

  • Il PEI (Piano Educativo Individualizzato) è per studenti con disabilità certificata ai sensi della Legge 104.
  • Il PDP (Piano Didattico Personalizzato) è per studenti con DSA o, più in generale, con altri Bisogni Educativi Speciali che non rientrano nella disabilità.

Da questa differenza di base discende tutto il resto: finalità, contenuti, chi interviene.

Il PEI: percorso per la disabilità

Il PEI accompagna lo studente con disabilità certificata. Le sue caratteristiche:

  • Può prevedere obiettivi differenziati rispetto alla classe, calibrati sulle possibilità dello studente, oppure obiettivi riconducibili a quelli della classe con adattamenti.
  • Prevede l’intervento del docente di sostegno, una figura dedicata.
  • È centrato sul percorso educativo complessivo, non solo sugli aspetti didattici ma sullo sviluppo della persona nella sua globalità.
  • È redatto dal consiglio di classe insieme alla famiglia e agli specialisti dei servizi.

Il PEI, in sostanza, costruisce un percorso su misura attorno a uno studente che ha bisogni che vanno oltre l’adattamento degli strumenti.

Il PDP: stessi obiettivi, strumenti diversi

Il PDP riguarda gli studenti con DSA (dislessia, disortografia, discalculia, disgrafia) e altri BES. La logica è diversa dal PEI:

  • Mantiene gli stessi obiettivi della classe: lo studente con DSA deve raggiungere gli stessi traguardi degli altri.
  • Prevede strumenti compensativi (sintesi vocale, mappe, calcolatrice, formulari) e misure dispensative (più tempo, dispensa da alcune attività che la difficoltà rende inutilmente penalizzanti).
  • Non prevede il docente di sostegno: è una personalizzazione gestita dai docenti curricolari.
  • È redatto dal consiglio di classe con la famiglia e, dove presente, il referente per l’inclusione.

L’idea chiave del PDP: non si abbassa l’asticella, si pareggia il terreno. Gli strumenti compensativi permettono allo studente con DSA di mostrare quello che sa davvero, senza essere bloccato dalla difficoltà specifica. Per come gli strumenti compensativi aiutano concretamente lo studente, c’è una guida parallela su studente.ai per DSA e dislessia.

Gli errori da non fare

Confondere PEI e PDP porta a errori concreti:

  • Aspettarsi il sostegno per chi ha un PDP: lo studente con DSA non ha un docente di sostegno, la personalizzazione è responsabilità di tutti i docenti della classe.
  • Trattare un DSA come una disabilità: abbassare gli obiettivi per uno studente con DSA è un errore, perché lui può e deve raggiungere gli stessi traguardi, con gli strumenti giusti.
  • Considerare gli strumenti compensativi un favore: sono un diritto, non un aiuto ingiusto. Negarli o farli pesare è un errore didattico ed etico.
  • Compilare il documento come pura formalità: un PDP riempito e dimenticato nel cassetto non serve a nulla. Va applicato davvero, ogni giorno.

Come l’AI può aiutare

Sul versante operativo, l’AI può alleggerire la stesura dei documenti: a partire dalle informazioni che il consiglio di classe definisce, può abbozzare la struttura del PDP, suggerire strumenti compensativi appropriati alla difficoltà, aiutare a formulare le misure. Trovi un approfondimento dedicato su come scrivere un PDP AI-aware.

Il confine, come sempre, è netto: le decisioni sul percorso dello studente restano del consiglio di classe e degli specialisti, l’AI accelera solo la parte di redazione. E i dati dello studente vanno trattati con la massima cautela, nel rispetto del GDPR a scuola, trattandosi di dati particolari.

Il punto

PEI e PDP non sono sinonimi: il PEI è per la disabilità certificata, con possibili obiettivi differenziati e il docente di sostegno; il PDP è per DSA e altri BES, con gli stessi obiettivi della classe ma strumenti compensativi e misure dispensative. Confonderli porta a errori che pesano sugli studenti. Conoscere la differenza significa dare a ciascuno lo strumento giusto, e ricordare che gli strumenti compensativi sono un diritto che pareggia il terreno, non un favore.

Se hai un dubbio su quale strumento si applichi a uno studente, il riferimento è il referente per l’inclusione del tuo istituto: è la persona giusta con cui confrontarsi prima di procedere.